Un manifesto per i manuali universitari

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Allen Downey è docente di informatica presso l’Olin College (Needham, Massachusetts - USA) e autore di una fortunata serie di manuali di statistica. Qualche anno fa ha scritto un bel manifesto per i nuovi manuali universitari: lo traduco qui al volo con il permesso dell’autore. Qui trovate l’originale in inglese.


Il mio manifesto per i manuali universitari è così semplice da sembrare stupido: gli studenti dovrebbero poterli leggere e capire. Tutto qui.

Difficile immaginare che qualcuno possa avere qualcosa da ridire, ma proprio qui sta la questione che più mi fa infuriare: la maggior parte degli autori, degli editori, dei professori e degli studenti agisce come se i manuali non fossero qualcosa da leggere e studiare.

Grosso modo funziona così. L’autore si siede al tavolo con in testa l’idea di scrivere la Bibba del suo campo di studi. Dovrà essere un’opera di riferimento, quindi sarà bene evitare ogni opinione e questione controversa e presentare solo idee ben consolidate. Il risultato sarà un libro senza nessuna personalità.

Gli editori sono interessati a coprire più materiale possibile: vogliono un libro che possa essere adottato da più corsi, così incoraggiano gli autori ad includere tutti gli argomenti per tutti i corsi possibili. Il risultato è un libro di 1000 pagine senza nessuna personalità.

I docenti sono interessati al materiale didattico: ciò che vogliono è un corso già pronto. A giudicare dalle email che ricevo quello che vogliono sono soprattutto le soluzioni agli esercizi. Sfortunatamente il prezzo di solito non è un problema. Il risultato è un libro di 1000 pagine costoso e senza nessuna personalità.

Agli studenti queste qualità sono del tutto indifferenti perché i libri di testo sono illegibili e quindi rimarranno per lo più non letti.

Questo è quello che succede. Il docente sceglie un libro di 1000 pagine e assegna agli studenti ogni settimana 50 pagine da leggere. Questi non possono leggerle e quindi non lo fanno, quindi il docente passa la maggior parte della lezione a spiegare agli studenti quello che non hanno potuto leggere. Dopo un po’, gli studenti capiscono che è tutto inutile. Il risultato è un fermaporte da 1000 pagine.

Che fare?

Facile, basta fare esattamente il contrario di quanto ho detto fin qui. Gli autori devono scrivere libri che gli studenti possano leggere e capire. Quindi 10 pagine a settimana, ovvero 140 pagine per un corso semestrale. E soprattutto si tratta di scrivere per gli studenti reali, non gli studenti “ben preparati” di 50 anni fa. Studenti reali.

Editori: non so proprio cosa dirvi. Il vostro ruolo nella progettazione e nella distribuzione dei libri è diventato inutile. Ormai vi occupate solo di pubblicità.

Professori: adottate libri che possano essere letti e capiti dai vostri studenti. Se non riuscite a trovarne uno, allora scrivetene uno voi. Non è poi così difficile. E poi pretendete che gli studenti lo leggano e controllate che abbiano capito.

Come? Con delle domande di comprensione, per esempio. Assegnate agli studenti la lettura di un capitolo e poi fate loro delle domande. Se qualche studente non avrà capito, sarà stata colpa sua. Se la maggior parte degli studenti non avrà capito, la colpa sarà del libro. Sistematelo.

Studenti: ribellatevi. Se un libro costa più di 50 €, non compratelo. Se ha più di 500 pagine, non leggetelo. Non ci sono più scuse per un brutto manuale.


Allen B. Downey, Gennaio 2010

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